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21 aprile 2017

PAGINA69 #92 - L'Amante nello Specchio di Paulina B. Lawrence | Self

 
Secondo Marshall Mc Luhan per decidere se comprare un libro bisogna affidarsi alla pagina 69. Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Pagina 69 da L'Amante nello Specchio di Paulina B. Lawrence.
Possibile amarsi prima ancora di conoscersi? E provare tutti i sintomi dell’innamoramento senza avere un fidanzato in carne ed ossa?
L’amante nello Specchio risponde a queste domande raccontandoci un momento particolare della vita di Luna Capecchi.
... Rimase sul bagnasciuga a guardarsi la notte scura col faro della luna puntato su di lei e, più sopra, sul castello. Il profumo del sale era intenso e vivo. La schiuma bianca delle onde era così invitante che se fosse stata estate non avrebbe esitato a spogliarsi e farsi un bagno notturno. Invece era primavera e in quel momento Luna aveva anche i brividi di freddo. Poi l’umido del bagnasciuga iniziò a farsi sentire sotto le suole degli stivali, e così arretrò un po’, sulla piccola lingua di sabbia asciutta. Una sorta di vuoto cosmico si era creato dentro di lei, si sentiva tutto e niente. Aveva ancora il libro in mano: lo rimise in tasca, non aveva più voglia di leggere. Improvvisamente prese coscienza di un fatto: nell’ultimo anno si era raccontata tutta una serie di storie su quanto stesse bene da sola, senza nessuno accanto. Ma in realtà lei fino a quel momento aveva desiderato disperatamente qualcuno al suo fianco, e in più non era mai stata davvero sola. Sola come lo era quella sera, in quel momento: ed era piacevole. Fino ad allora aveva fatto in modo di non essere mai veramente sola perché questo sotto sotto la spaventava. Non avendo trovato l’equilibrio tra spirituale e carnale in nessuna delle relazioni che aveva avuto, aveva deciso di smettere di cercarsi un compagno; ma poi si era riempita le giornate con il lavoro, lo sport, le piante da curare e i gatti da accudire. Si era raccontata delle fandonie, e riempita la vita d’altro, ma così facendo aveva perso di vista se stessa…La sua anima invece in quell’istante si era come svuotata, immersa in quella natura, e all’improvviso si sentiva leggera. Non c’era più bisogno di fingere davanti a se stessa: c’era solo lei in quel momento, ed era libera di essere ciò che era, qualsiasi cosa fosse. Voleva solo stare bene, stare in pace, essere presente a se stessa. Desiderava davvero l’armonia, ma questa volta la voleva dentro a sé, tra corpo, mente e spirito: voleva sentirsi in armonia dentro così come si sentiva in armonia, fuori, con la bellezza naturale in cui era immersa.
Dopo un tempo imprecisato passato a fissare il cielo e il mare e godendo piacevolmente della compagnia di se stessa, si rese conto di essere gelata. Fra poco sarebbe sorto il sole, intravedeva già i primi bagliori di luce affacciarsi all’orizzonte. Il vento spazzava la sabbia sotto ai suoi stivali; aveva le mani intirizzite. Si voltò e si incamminò a ritroso, risalendo verso il castello. Adesso aveva talmente freddo che l’unica cosa che desiderava era tornare in camera sua e mettersi sotto alle coperte, dormire qualche ora, e starsene in pace.
Nella suite tutto era tranquillo. Si fece una doccia bollente, si mise sotto le coperte, e dormì di un sonno pesante, senza sogni né apparizioni.
Alle 10 le bussarono per la colazione. Gliela portarono direttamente in camera. Mangiò di gusto alcuni frutti, un uovo sodo, una fetta di pane con la marmellata, e bevve una tazza di tè. Indossò l’abito da testimone di nozze, si truccò, raccolse i ricci ramati in uno chignon basso, e scese per raggiungere Bianca e aiutarla con gli ultimissimi preparativi. Erano ormai le 11, e a breve sarebbe stato celebrato il matrimonio.
Il libro con le citazioni sull’amore giaceva in camera sua su una sedia, a faccia in giù, dove lo aveva lasciato prima di coricarsi:

L'incontro con la propria anima gemella – o con quella che si ritiene tale – avviene spesso in un momento della vita in cui abbiamo trovato un equilibrio tra il nostro mondo interiore e le richieste di quello esterno e apparentemente non nutriamo alcun interesse sincero, profondo o ossessivo per una relazione. È come se ci fossimo in parte rassegnati alla solitudine anche se non sempre il sentimento che si prova è di sconfitta o rinuncia. (P. Crimaldi)

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