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19 giugno 2017

ARTICOLO - Presentazione Absence di Chiara Panzuti | Venerdì 16 giugno Napoli

Venerdì 16 ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione di Chiara Panzuti autrice di Absence (Fazi Editore), che si è tenuta a Napoli presso la libreria Iocisto.


Non sono riuscita a riportare per filo e per segno tutto il discorso tenuto all'incontro perché sono umana XD ma ho scritto abbastanza!

Foto - Foto GoogleChiara Panzuti non è solo un’autrice da non perdere perché ha dato inizio a una trilogia originale e diversa dai soliti fantasy contemporanei, ma è anche una persona squisita, solare, amichevole, disponibile, che nonostante sia arrivata a pubblicare con Fazi non si è montata la testa, ascolta e dialoga con i lettori, quelli che la seguono più da vicino e quelli più riservati come me. Insomma, ho conosciuto una ragazza talentuosa e simpatica. 

Ora bando alle ciance e passiamo ai contenuti dell’evento al quale era presente come mediatore Alessandro Chetta.
Questo post contiene parte delle conversazioni tra il giornalista e l’autrice, non ci sono riflessioni personali all’interno di quanto segue.  (La mia recensione di Absence è qui.)

Foto - Foto GoogleLo stile dell’autrice. 
Chiara Panzuti è una scrittrice in grado di tratteggiare con poche pennellate il suo mondo, non è eccessivamente descrittiva lasciando spazio anche all’immaginazione del lettore e dà più spazio all’interiorità dei personaggi. La scrittura è immediata e la storia è tanto malleabile da essere un’esperienza fantastica sia nell’attuale forma testuale che in eventuali trasposizioni visive, dal fumetto al video. 

I temi di Absence. 
Nel romanzo emerge il tema, potente, dell’essenza e dell’esigenza del corpo. Un tema molto contemporaneo dove l’invisibilità è il peggiore dei mali nell’era del "farsi vedere" dove si mira ad apparire il più possibile. 

 La “caccia al tesoro”, il legame di Chiara Panzuti con gli indovinelli. 
All’autrice piacciono gli enigmi soprattutto quando costituiscono un filo conduttore che spinge il lettore ad andare avanti. Per lei sono una sorta di percorso di crescita. I giochi da tavola e i rompicapi sono un hobby dell’autrice che, oltre ad apprezzarne l’idea collaborativa, reputa anche un modo per conoscersi. In Absence, infatti, ritroviamo queste caratteristiche. 

Perché sono più le donne a scrivere Young Adult?
Non lo so, non penso per sensibilità. Forse la scrittura è una forma artistica che sposa più le donne, magari dipende dal tipo di libro… 
Non mi sento di dire che sia una cosa di tipo femminile. 

Foto - Foto GoogleQuando ti dedichi alla scrittura? 
Scrivo la mattina, è il momento in cui riesco a rendere di più. La sera è per le correzioni. 
Curiosità: Non beve caffè! Prima la scrittura era libera, diretta, poi ha iniziato a organizzare il lavoro schematizzando i capitoli con l’aggiunta di brevi riassunti. Si definisce pantofolaia e amante del cinema. Infine dichiara di essere poco costante per avere un blog. 

Cosa pensi di Wattpad? 
È positiva l’idea di condivisione, ma non la sento mia come piattaforma… La pubblicazione immediata non è per me, il testo deve “decantare”. Il refuso ha la capacita di auto-generarsi in stampa. 

Come è nata l’idea dell’invisibilità trattata in Absence? 
L’idea iniziale è nata nel periodo del liceo dove regnava una sensazione di paura nel trovare una propria identità. Da lì poi il discorso legato ai social network dove l’identità è diventata il nostro avatar con l’esigenza di far vedere chi siamo e cosa facciamo. Vuole esserci un richiamo a un problema che affligge i giovani. Non significa che non ci siano aspetti postivi nei social ma c’è una mancanza di contatto umano. Quando un nuovo medium arriva rompe qualcosa, ma è un’evoluzione a livello di apertura e consente di essere collegati a più realtà nonostante una carenza di ciò che c’era prima. (Esempio della TV che ha tolto il dialogo famigliare ai pasti ma ha agevolato l’informazione). 

Foto - Foto GoogleDove finiremo con l’evoluzione dei media? 
Arriveremo a una memoria virtuale (esempio diario di Facebook) dove il raccontare sarà lì con informazioni frammentate. Credo però molto nelle potenzialità del libro – dà un calcio nel sedere agli altri medium – nonostante le attuali “distrazioni” non sparirà. 

Scrittori preferiti? 
È sempre difficile rispondere a questa domanda, ma si possono trovare dei filoni… Ci sono libri che si sposano a determinate fasi della crescita. (Citati: Banana Yoshimoto, Moony Witcher, Silvana De Mari, Virginia De Winter) 

Cosa ci aspetta nel seguito di Absence? 
Il secondo si concentrerà sul “disastro” (ovvero la questione dell’invisibilità), sarà più d’azione rispetto al primo più introspettivo. (NB. Il secondo non perderà il carattere introspettivo soprattutto per quanto riguarda l’interiorità della protagonista). 

Quanto è difficile scrivere di una città che non conosci? 
Io sono legata all’Italia ma personalmente mi piace trattare nei libri quello che vorrei vedere. Scrivere di un posto che non si conosce è come preparare un viaggio. La scrittura è un modo per viaggiare. 

I personaggi sono ispirati al reale? 
Non proprio, mi piace prendere i dettagli dalla realtà. Ad esempio il modo di mantenere i capelli di Christabel da una mia amica... 
Per Scott mi è capitato di conoscere ragazzi con questo “aspetto” più allegro… 

Parlando di invisibilità, se dovessi avere un super potere, quale sceglieresti?
Telecinetico, non solo per poter prendere il telecomando, ma per la difesa.

Dopo l'incontro abbiamo chiacchierato, fatto foto e... ed è stato semplicemente meraviglioso condividere una passione, conoscere persone affini. Spero di poter vivere altre esperienze di questo tipo con persone briose e socievoli come quelle in foto...

Foto - Foto Google

E questo è tutto miei cari peccatori, spero che il resoconto vi sia piaciuto. 
Un grazie speciale a quelle persone che ci accompagnano agli eventi e si improvvisano autisti, fotografi e sostenitori d'occasione.


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