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3 ottobre 2017

INTERVISTA - Ilaria Palomba e Mancanza

Salve peccatori, nuova intervista, ospite di oggi: Ilaria Palomba, già conosciuta al pubblico come narratrice, ci parlerà di poesia e di Mancanza la sua prossima pubblicazione.

Ilaria Palomba collabora con “Mag O” della Scuola di Scrittura “Omero” e “Succedeoggi”. Lavora nell’ambito della riabilitazione psichiatrica al Centro Diurno Monteverde. Ha pubblicato per Gaffi il romanzo Fatti male, tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag, per Meridiano Zero Homo homini virus, vincitore del Premio “Carver” e terzo al Premio “Nabokov”, Una volta l’estate, scritto a quattro mani con Luigi Annibaldi, vincitore del Premio “L’Aringo Essere Donna Oggi” e il saggio Io sono un’opera d’arte, viaggio nel mondo della performance art (Edizioni Dal Sud). Alcuni suoi racconti sono stati tradotti in francese per “Les Cahiers européens de l’imaginaire” e in inglese per Mammoth Book. Ha curato l’antologia di racconti e disegni Streghe postmoderne (Alter Ego). È tra gli autori delle antologie Il mestiere più antico del mondo? (Elliot) e Sorridi, siamo a Roma (Ponte Sisto).

Gentilissima Ilaria, benvenuta su Peccati di Penna. La prima domanda è: secondo lei cos’è la poesia?  
Nessuno lo sa. Forse è un segreto, un dire l'indicibile. 

Ho sentito spesso dire che la poesia  non è letta, non è pubblicata, ha sempre meno spazio in libreria e sugli scaffali di casa. Qual è la sua opinione in merito? 
È strano, nessuno compra libri di poesie ma tutti ne scrivono e leggono sui social. Una bizzarra contraddizione. C'è un bisogno disperato di poesia. Forse la letteratura sta cambiando, non sta a me giudicare se ciò sia un bene o un male ma nella rete tutte le arti si stanno trasformando in altro, divenendo linguaggio di chiunque. Probabilmente un giorno nessuno comprerà più libri, ci leggeremo tutti in rete e non ci saranno distinzioni tra ciò che è arte e ciò che non lo è. Credo si vada in questa direzione. Chi resiste è un romantico folle. 

In Mancanza si parla di, e cito, “richiamo alle conseguenze del dolore”. Quanta influenza ha il dolore nella vita di una persona? 
È quel che ricordiamo meglio. Nella memoria umana le esperienze dolorose s'incidono come chiodi mentre quelle gioiose svaniscono lentamente, lasciandoci orfani. Forse l'apprendimento stesso si sostanzia mediante il dolore. Eppure tutto ciò è solo un piano. Nell'infinità dei piani esiste anche la possibilità della luce. 

Assenza, abbandono, bellezza, vita, parole che tornano e ritornano nel suo testo.  Cosa vuole comunicare con Mancanza
La mancanza è la condizione necessaria del filosofare. Il pensiero è l'unica salvezza in un presente che divora i corpi e li trasforma in merce.
Mancanza si muove tra filosofia e metafisica, tra spirituale e reale, tra verità e presunta autenticità, tutto ciò potrebbe condurre su strade disperanti e disperse, invece Ilaria Palomba, lontana da psicologismi di maniera e da avanguardismi ormai retorici, ruba il fuoco, e con versi cadenzati, martellanti, ma di intima cantabilità, appoggia sulla pagina illuminazioni che si conficcano nella carne ed entrano in circolo nel sangue del lettore.
Che cosa vorrebbe provasse il lettore davanti ai suoi versi? 
È una domanda a cui non so rispondere. 

Quali sono i suoi progetti futuri? Narrativa, poesia, o magari altro? 
Ho tre nuovi inediti. Quello a cui tengo di più è un ibrido tra poesia e narrativa, un racconto onirico che precipita nell'allucinatorio e affronta un tema molto duro. Forse diventerà un testo teatrale, anzi, ci sono già due persone diverse che vogliono lavorarci, una per farne un monologo bizzarro e lynchiano, l'altro per farne uno spettacolo teatrale. Poi ho un romanzo che devo però rivedere e riscrivere. Infine ho un altro testo lirico che parla di fantasmi e un giorno diventerà un libro illustrato. 

Grazie mille a Ilaria Palomba per la disponibilità.
Vi ricordo che Mancanza sarà disponibile dal 5 ottobre. E voi che rapporto avete con la poesia?

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